In un verso e nell’altro: Gianni Nieddu a Casa Manno

Casa Manno per il Contemporaneo ha il piacere di invitarvi all’inaugurazione della mostra “In un verso e nell’altro” di Gianni Nieddu, a cura di Mariolina Cosseddu. L’evento, organizzato con il patrocinio della Società Dante Alighieri – Comitato di Alghero, si terrà sabato 11 maggio in occasione della prima giornata di Monumenti Aperti 2019, alle ore 18.00. L’allestimento sarà visitabile fino a lunedì 20 maggio nei giorni di apertura del museo (ven, sab, dom, lun – ore 16.00/20.00) con ingresso a offerta libera.
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Molecules Connection

Cultura chiama cultura, arte chiama arte: Casa Manno e Molecole – Comunità libera e indipendente d’arte e d’artisti sono lieti di presentare “Molecules Connection”
 
A partire dal 15 maggio sarà possibile presentare la propria candidatura per partecipare alla collettiva che si terrà presso Casa Manno dal 17 al 31 agosto 2019: 26 opere di artisti sardi, tra scultura e pittura, selezionate da una giuria interna ed esposte nelle sale del museo.
Il regolamento verrà pubblicato nelle prossime settimane.
Restate connessi!

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Il canto a tenore di Orgosolo: Sebastiano Pilosu a Casa Manno

Casa Manno ha il piacere di invitarvi all’incontro con l’etnomusicologo Sebastiano Pilosu, autore del libro “Il canto a tenore di Orgosolo. Le registrazioni del CNSMP (1955 – 1961)” (Squi[libri] Editore). Si esibiranno per l’occasione i cantori del gruppo Tenore Supramonte: Francesco Davoli (boghe), Giuseppe Paulis (contra), Gaetano Bassu (bassu) e Antonio Garippa (mesu boghe). Dialogherà con l’autore Mauro Porcu, giornalista, scrittore e Direttore del museo. L’evento avrà luogo sabato 30 marzo con inizio alle ore 18:00.

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A Giuseppe Manno: poesia di Luigino Erbì

Casa Manno ringrazia il signor Luigino Erbì, autore della poesia A Giuseppe Manno,  scritta in occasione delle celebrazioni per il centocinquantennale della morte del politico e intellettuale algherese, e gentilmente donata al museo.

A Giuseppe Manno

Tra terr’e mare, nel mondo venuto,
come onda e vetta ti ergi arguto,
con scibile d’onore intessuto.

L’isolana terra, che l’acque fan prigioniera,
di beni t’ha bardato, per lott’e vita vera,
floreata come serto di buona primavera.

Sì, chè oltre le acque, con esempio
e penna, poter’e onore, hai fatto tempio,
che a tanti, con mente ingrata fan scempio.

Per modestia, il passo hai ceduto,
alle soglie di qualche potere, avuto
però, onore di barone, amato e creduto.

Dei Savoia amico, e da essi titolato,
segno di rango, e preside amato,
sì che grande storia hai lasciato.

Tu eccelli, tra quei della tua terra,
amante di essa, in pac’e in guerra;
il tuo dire, di essa tanto disterra.

Peccato, chè come mito non hai appoggio:
come la tua terra isolato, come poggio,
poc’altura e merito nel giusto alloggio.

Alghero, terra natia e dei primi vagiti,
che nel verde polmone sproni agli inviti,
col tuo severo busto, a storici partiti.

Ma Torino, ladra dei tuoi giorni,
tolta ti ha l’aria dei tuoi dintorni,
nell’ultimo respiro nei natali adorni.

Ma altri meriti, per la storia narrata,
che scuola, in tua terr’amata,
dovea essere present’e stimata.

L’italica storia, nel tuo passare,
intrisa d’audacia per nuovo andare,
della tua terra s’è servita con benestare.

In essa, delle basi del primo stato,
da essa grano e legna han levato,
dai romani ai Savoia hanno disossato.

Punizion,’e dispregio fu la nostra terra
di conquist’e saccheggi, spesso in guerra
ma questo concetto ancor non s’afferra.

Oggi, miraggio e stupore, nel tempo solare,
fa eco lontano, per natura di terr’e mare,
ma l’isolano, anche su questo, ha poco fare!

Luigino Erbì
Alghero, 15/12/2018