La solitudine del dottor Semmelweis

Casa Manno ringrazia il Dottor Andrea Murru per la conferenza dedicata a Ignác Semmelweis: un esemplare excursus epistemologico che, dalla Pest del 1800, si è spinto fino all’attualità segnata da un preoccupante regresso culturale e antiscientifico. La serata di ieri, vero e proprio tributo alla razionalità, è stata un altissimo e prezioso momento di divulgazione. Grazie anche a tutti gli ospiti intervenuti.

«Alessandria d’Egitto. Terzo secolo avanti Cristo: Archimede ed Euclide fondano la fisica e la matematica, Eratostene calcola esattamente la circonferenza della Terra e le distanze relative tra Sole, Terra e Luna, Apollonio di Perga studia le sezioni coniche, Erofilo di Calcedonia descrive l’anatomia del cervello e capisce che è al centro del sistema nervoso e della coscienza, Aristarco di Samo sa che la Terra ruota intorno al Sole, Ipparco di Nicea studia le maree dell’oceano Indiano e dell’oceano Atlantico e ne deduce che c’è un continente a dividerli: quella che oggi chiamiamo America. Invece arrivano i Romani, che della scienza se ne fregano. Guarda caso, la Biblioteca di Alessandria brucia per due volte, con i settecentomila libri che contiene. E quel sapere accumulato in soli due secoli si perde del tutto, almeno in Occidente. Per dieci secoli l’Europa conta con i numeri romani e gli abachi, crede che la Terra sia piatta e che il Sole le giri intorno, non ha la minima idea della funzione del cervello… Bisognerà aspettare mille anni perché, attraverso gli arabi, quelle conoscenze vengano recuperate a poco a poco. Mille anni di buio, ci pensate? Se questo non è tornare indietro…»
Bruno Arpaia, “Qualcosa là fuori” (Guanda Editore)