Presunta innocenza: Josephine Sassu a Casa Manno

Casa Manno per il Contemporaneo ha il piacere di invitarvi all’inaugurazione della mostra “Presunta innocenza” di Josephine Sassu, a cura di Mariolina Cosseddu. L’evento, organizzato con il patrocinio della Società Dante Alighieri – Comitato di Alghero APS, si terrà sabato 22 febbraio a partire dalle ore 18:00. L’allestimento sarà visitabile fino a lunedì 9 marzo nei giorni di apertura del museo (ven, sab, dom, lun – ore 16.00/20.00) con ingresso a offerta libera.

“Nessun artista dovrebbe mai perdere lo sguardo innocente con cui guardare al mondo, quella capacità di decifrare il reale che solo l’infanzia restituisce nella sua pienezza e autenticità. E’ ciò che fa Josephine Sassu che della giocosità ha fatto cifra semantica della sua poetica. La Casa Museo di Giuseppe Manno le ha fornito il pretesto per creare una fiaba raffinata e seducente come lei sa fare. Un po’ di ironia, sprazzi di sogno e un pizzico di follia si annodano in un progetto immersivo che chiede la partecipazione dei visitatori in un divertito gioco della memoria. Perché in quella casa certamente Giuseppe Manno è stato bambino. L’ha lasciata a dieci anni per tornarvi mai più. Ce lo riporta Josephine Sassu, dentro piccole cupole che racchiudono visioni incorrotte di una infanzia presunta e consumata in quelle stanze. Potremmo chiamarli, questi delicati e fragili lavori, “oggetti d’affetto” (Adriano Favole), vale a dire manufatti che rimandano a storie di vite, a brani di esistenze perdute, mai consegnate, come in questo caso, alla biografia di un uomo che diventerà una delle figure più influenti di Casa Savoia e dell’Italia Risorgimentale. Ma laddove la Storia è avara di documenti e notizie di un’intimità apparentemente non necessaria a costruire la grandezza del politico e del Magistrato, l’arte interviene a evocare un’età magica, simile a tutte le infanzie del mondo se vissuta in una ricca casa borghese dove si svolgono quei piccoli riti ludici da cui neanche Giuseppe Manno dev’essere stato immune.  Con la levità del sogno e la leggerezza del bianco della materia duttile come la plastilina, prendono vita immagini incantate di un tempo rarefatto, etereo, gioioso e propizio, magari anche incauto o imprudente, certamente  un tempo beato. Così lo sguardo d’artista valica le pareti del silenzio, si insinua nei coni d’ombra degli spazi alterati dagli anni e ritrova quella condizione felice che Medardo Rosso aveva definito “età dell’oro”. E proprio dalle sculture in cera del grande artista torinese sembrano discendere, nel linguaggio della contemporaneità, le forme morbide ed essenziali di figurine dinamiche e fluide, esili e sfocate come la materia dei sogni. Racchiusi in ampolle rovesciate come segno di un rovesciamento di prospettiva, le piccole sculture di Josephine Sassu ci parlano di una poesia del quotidiano che mal si adatta alle celebrazioni solenni a cui il personaggio storico è da sempre sottoposto. Ed è allora che se si osserva attentamente il pavimento si scorgeranno i segni di una presenza-assenza che, in maniera altrettanto divertita, possiamo provare a decifrare. Sono i residui di una dimensione di vita dove il gioco, la lettura, la musica devono aver scandito le giornate di quella prima spensierata età, tracce di un vissuto in una casa natale chissà quante volte ripensata e vagheggiata nelle incombenze della maturità. Quelle orme di un racconto familiare sono, in realtà, ben più di una visionarietà ironica e anticonvenzionale, semmai si possono leggere come una metafora dello scorrere del tempo, della relatività delle cose, della precarietà del tutto. E dunque, e non in ultima analisi, della capacità dell’arte di riempire il vuoto del tempo e della Storia”. Mariolina Cosseddu

Josephine Sassu nasce in Germania nel 1970 e arriva nell’isola poco tempo prima di iniziare gli studi alle scuole elementari. Dopo aver frequentato l’Istituto d’Arte di Sassari, oggi Liceo artistico, prosegue gli studi presso la nascente Accademia di Belle Arti della stessa città. Nel 1995 esordisce nel mondo dell’arte esponendo nella sua prima personale, presso l’Obra Cultural ad Alghero, e da allora non interrompe mai il proprio percorso artistico, partecipando, sia nell’isola che fuori, a numerose mostre personali e collettive.
Nei venticinque anni di lavoro, la sua costante artistica è la lievità effimera, estetica e concettuale, dell’opera che, materializzandosi in varie forme e materiali, non è mai esattamente in linea con le più consolidate e ortodosse tecniche accademiche. Negli anni della sua carriera artistica ha partecipato, a vario titolo, a progetti di arti performative e teatrali, ha occasionalmente scritto d’arte per giornali locali e nazionali, ha collaborato con enti pubblici ed associazioni culturali lavorando nell’ambito delle didattiche dell’arte; negli ultimi anni sta partecipato come illustratrice ad un progetto editoriale. Attualmente accosta alla carriera artistica quella da insegnante nella scuola pubblica, insegnando presso il Liceo Artistico di Tempio Olbia.
Inaugurazione sabato 22 febbraio 2020 alle ore 18
fino a lunedì 9 marzo 2020 – Ingresso a offerta libera
ven, sab, dom, lun – ore 16.00/20.00
Casa Manno