Ritratto di Giuseppe Manno

TIPOLOGIA

Ritratto

TITOLO

Ritratto di Giuseppe Manno

AUTORE

G. Marghinotti

ANNO

1851

MISURE

70×100

MATERIE E TECNICHE

Olio su tela

COLLOCAZIONE

Sala 1

NOTIZIE STORICO-CRITICHE

La mezza figura del Manno si affaccia da un loggiato aperto verso il cielo sereno, allusiva metafora della pacatezza del suo carattere.

Si intravedono il parapetto ed una colonna dal fusto sottile seminascosta dall’imponente drappo rosso che fa da sfondo al ritratto.

La firma dell’autore campeggia sul retro della missiva che il Manno tiene in mano: si tratta del Marghinotti, che realizzò il dipinto nel 1851. L’artista scelse di rappresentare la grandezza e la forza d’animo dell’uomo politico mediante l’espressività e l’acutezza dello sguardo e il lieve sorriso ironico che ne caratterizza il volto.

Riconosciamo in questo dipinto la matrice che ispirerà successivamente il Canonica per la realizzazione del busto destinato ai giardini Pubblici di Alghero ed anche la stessa espressione arguta che molti anni prima, l’allora fidanzata Tarsilla Calandra, ritrasse nel carboncino che incontreremo poco più avanti.

L’ufficialità del ritratto è sottolineata dalla toga purpurea foderata di ermellino che il Manno indossa sopra il frac, indicante il suo status di Alto Magistrato.

Appuntate sul petto troviamo, ancora una volta, la croce turchese dell’Ordine Civile dei Savoia e la croce di Grande Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, doppiamente presente appesa al cangiante nastro di amorreo verde che il Manno indossa al collo.