Gocciadopogoccia: gli artisti supportano la Protezione Civile

In tempi difficili e incerti come questi che stiamo attraversando, Casa Manno e Fondazione di ricerca Giuseppe Siotto avviano un’iniziativa volta a sostenere la Protezione Civile attraverso la sensibile disponibilità di molti artisti che doneranno uno o più lavori a prezzi simbolici. Le opere, custodite nelle sale del museo sotto la tutela del direttore e della curatrice Mariolina Cosseddu, potranno essere prenotate all’indirizzo infomuseocasamanno@gmail.com o acquistate direttamente tramite bonifico usando le seguenti coordinate bancarie della Regione Sardegna

Tesoreria del Banco di Sardegna

Causale: Emergenza Coronavirus – Donazione alla Protezione Civile

IBAN IT72L0101504999000070673111

(https://www.regione.sardegna.it/j/v/2568?s=405834&v=2&c=289&t=1)

Le donazioni possono essere effettuate anche a beneficio della sede nazionale della Protezione Civile, tramite le seguenti coordinate bancarie:

Banca Intesa Sanpaolo Spa

Filiale di Via del Corso, 226 – Roma

Intestato a Pres. Cons. Min. Dip. Prot. Civ.

IBAN: IT84Z0306905020100000066387

BIC: BCITITMM

(http://www.protezionecivile.gov.it/media-comunicazione/news/dettaglio/-/asset_publisher/default/content/emergenza-coronavirus-attivato-il-conto-corrente-per-le-donazioni)

Le opere acquistate potranno essere ritirate a Casa Manno al termine dell’emergenza Covid-19 (con notifica di bonifico per le donazioni online). Ricordiamo che l’intero ricavato, senza passaggi intermedi, andrà interamente devoluto alla Protezione Civile.

Gli artisti che volessero donare una o più opere possono contattarci all’indirizzo infomuseocasamanno@gmail.com (e in copia conoscenza a mariolacosseddu@gmail.com) specificando titolo, anno di esecuzione, tecnica utilizzata, dimensioni e prezzo dei lavori.

Do ut des: gocciadopogoccia si potrà riempire un mare di generosa partecipazione con il contributo di tutti.

Nasce dalla sensibilità degli artisti del territorio la proposta di trasformare questo tempo incauto e crudele in una generosa tesa di mano verso chi opera in condizioni difficili e precarie. Come la Protezione civile a cui è indirizzata l’iniziativa che da quest’oggi prende avvio grazie al sostegno del Museo Casa Manno di Alghero e della Fondazione di ricerca Giuseppe Siotto di Cagliari. Gli artisti potranno donare uno o più lavori personali e li metteranno a disposizione di coloro che, acquistando a prezzo simbolico – ben lontano quindi dalla valutazione di mercato – l’opera scelta, potranno inviare direttamente alla Protezione civile l’importo devolvendolo quindi interamente alla causa sociale e sanitaria. Il museo si fa garante della iniziativa conservando idealmente le opere che, a fine emergenza e in osservanza delle norme in garanzia dell’assoluta sicurezza dei visitatori, andranno a far parte di una collettiva da allestire all’interno del Progetto Casa Manno per il contemporaneo prima di essere consegnate ai loro proprietari. Questa pagina accoglierà immagini, informazioni e prezzi dei lavori che il pubblico potrà visionare e indicare come propria scelta. Quel pubblico che da tempo segue con interesse le attività del Museo e che è chiamato, in questo caso, a essere parte attiva e coinvolgente di un’operazione la cui buona riuscita è affidata alla suscettibile attenzione di ognuno di noi. Così, in un momento sospeso e immobile, una realtà inconoscibile e indecifrabile, l’arte, con il contributo di tutti, torna a giocare una partita vincente“. Mariolina Cosseddu

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Il posto delle foglie. Antonio Bardino a Casa Manno

Casa Manno per il contemporaneo ha il piacere di invitarvi all’inaugurazione della mostra “Il posto delle foglie” di Antonio Bardino. L’evento, patrocinato dalla Società Dante Alighieri – Comitato di Alghero con la curatela dalla professoressa Mariolina Cosseddu, avrà luogo domenica 12 agosto con inizio alle ore 19.00 presso la sala Multimediale. L’allestimento sarà visitabile fino a domenica 26 agosto, con ingresso gratuito.

Una mostra come un giardino dismesso, uno spazio come aiuole abbandonate, le stanze del museo come i margini dimenticati di strade secondarie non più attraversate dalla presenza umana: è la scommessa (e la sfida) di Antonio Bardino a spingere lo sguardo (il nostro) dove non vorremmo, spiazzati da una natura che si riprende il proprio posto, la propria vitalità. Simulacri di una condizione silenziosa, appartata, defilata dal clamore del mondo, i fogliami schivi e incerti, in transito verso luoghi ignoti, conquistano la propria autonomia e si espandono sulla tela in un proliferare organico e necessario. In questo personale diario visivo Bardino dichiara la propria poetica con una scelta concettuale e linguistica coraggiosa, non facile e non immediatamente leggibile nella ricchezza esornativa di questi giardini senza giardinieri, di queste “malas erbas” che, a dispetto di tutto, reclamano se stesse“. Mariolina Cosseddu

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