A Giuseppe Manno: poesia di Luigino Erbì

Casa Manno ringrazia il signor Luigino Erbì, autore della poesia A Giuseppe Manno,  scritta in occasione delle celebrazioni per il centocinquantennale della morte del politico e intellettuale algherese, e gentilmente donata al museo.

A Giuseppe Manno

Tra terr’e mare, nel mondo venuto,
come onda e vetta ti ergi arguto,
con scibile d’onore intessuto.

L’isolana terra, che l’acque fan prigioniera,
di beni t’ha bardato, per lott’e vita vera,
floreata come serto di buona primavera.

Sì, chè oltre le acque, con esempio
e penna, poter’e onore, hai fatto tempio,
che a tanti, con mente ingrata fan scempio.

Per modestia, il passo hai ceduto,
alle soglie di qualche potere, avuto
però, onore di barone, amato e creduto.

Dei Savoia amico, e da essi titolato,
segno di rango, e preside amato,
sì che grande storia hai lasciato.

Tu eccelli, tra quei della tua terra,
amante di essa, in pac’e in guerra;
il tuo dire, di essa tanto disterra.

Peccato, chè come mito non hai appoggio:
come la tua terra isolato, come poggio,
poc’altura e merito nel giusto alloggio.

Alghero, terra natia e dei primi vagiti,
che nel verde polmone sproni agli inviti,
col tuo severo busto, a storici partiti.

Ma Torino, ladra dei tuoi giorni,
tolta ti ha l’aria dei tuoi dintorni,
nell’ultimo respiro nei natali adorni.

Ma altri meriti, per la storia narrata,
che scuola, in tua terr’amata,
dovea essere present’e stimata.

L’italica storia, nel tuo passare,
intrisa d’audacia per nuovo andare,
della tua terra s’è servita con benestare.

In essa, delle basi del primo stato,
da essa grano e legna han levato,
dai romani ai Savoia hanno disossato.

Punizion,’e dispregio fu la nostra terra
di conquist’e saccheggi, spesso in guerra
ma questo concetto ancor non s’afferra.

Oggi, miraggio e stupore, nel tempo solare,
fa eco lontano, per natura di terr’e mare,
ma l’isolano, anche su questo, ha poco fare!

Luigino Erbì
Alghero, 15/12/2018